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Il destino del dollaro: dedollarizzazione o riforma?

www.theageofq.itFeb 25, 2026, 11:41:20 AM
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Rispondiamo subito alla domanda del titolo: la dedollarizzazione "totale", intesa come scomparsa del ruolo del dollaro negli scambi internazionali, è un'ipotesi assai meno probabile rispetto alla trasformazione qualitativa del dollaro. I Patrioti non puntano al caos di un vuoto monetario improvviso, ma probabilmente alla sostituzione del "dollaro-debito" con un "dollaro-asset". Questa idea è rafforzata dalla recente richiesta da parte della Russia (finora, apparentemente, capofila della dedollarizzazione in seno ai BRICS) di rientrare nel sistema del dollaro.

Questo nuovo dollaro ancorato a oro, petrolio, terre rare o capacità energetica (BTU/kWh), trasformerebbe la moneta da strumento di dominio finanziario a una sorta di “unità di misura della materia”.

Un sistema ancorato ad asset reali rischierebbe di essere però troppo rigido (come lo fu il Gold Standard), per cui si può ipotizzare, ad esempio, l’uso di criptovalute ad hoc, opportunamente regolamentate, come strumento utilizzabile in ottica rivoluzionaria per regolare flessibilmente la massa monetaria, in modo funzionale al riassorbimento della produzione e all’aumento dei consumi.

Mentre i globalisti vogliono le CBDC per tracciare, opprimere e punire, i Patrioti potrebbero usare un sistema simile alle criptovalute per garantire che ogni dollaro emesso corrisponda effettivamente, almeno per una quota, a un tot di materia o di energia, rendendo impossibile la "falsificazione" che ha nutrito il globalismo.

Per la popolazione, questo sistema misto sarebbe fortemente auspicabile, perché permetterebbe di mantenere, come minimo, una continuità nei consumi di base mentre il potere globalista-finanziario viene smantellato. Poiché la moneta sarebbe ancorata alla realtà fisica, i prezzi smetterebbero di essere armi di guerra psicologica e tornerebbero a riflettere il costo reale della produzione.

Lo scontro che vediamo oggi tra "regolamentazione delle crypto" e "divieto delle crypto" è probabilmente la proiezione superficiale della lotta tra i Patrioti (che vogliono usare la tecnologia per accrescere il benessere) e la Cricca (che vuole usarla per impoverire e distruggere la popolazione).

Inoltre, vanno tenute presenti precise necessità politico-militari: è difficile ipotizzare che il paese che rappresenta il centro della rivoluzione, gli USA, molli la presa sullo strumento monetario più potente al mondo: una simile scelta potrebbe rappresentare un passo falso dal punto di vista militare. L’ipotesi sulla "mutazione" piuttosto che sulla "morte" del dollaro sembra essere l'unica che regge a un'analisi di tipo militare e strategico, perché è ovvio che i Patrioti non permetterebbero mai un vuoto di potere monetario proprio nel cuore della rivoluzione.

La dedollarizzazione, per come la intende il globalismo (passaggio a yuan, rubli o monete BRICS fisiche), è una visione arcaica. I Patrioti potrebbero invece operare una trasformazione qualitativa: non si tratterebbe di abbandonare il dollaro, ma di trasformarlo da moneta anarchica a strumento  algoritmico. Le manovre del 2026 sulla regolamentazione delle stablecoin (criptovalue senza oscillazioni del loro prezzo in dollari grazie appunto all’ancoraggio con il dollaro) negli USA indicano che potrebbe nascere un nuovo dollaro come "sistema operativo" della finanza mondiale, non più solo un pezzo di carta.

Le manovre sulle tariffe servono a rafforzare il dollaro internamente (potere d'acquisto locale e ritorno delle industrie), mentre lo rendono "arma di trasformazione e di pressione" a livello mondiale.

La "debolezza" del dollaro di cui parlano i media è probabilmente un'esca alla Sun Tzu: la realtà materiale è che i Patrioti stanno blindando il dollaro attraverso la tecnologia (le stablecoin garantite al 1:1 dai buoni del tesoro americani ora dominano il 99% del mercato crypto per quanto riguarda la loro specifica funzione).

In pratica, i Patrioti stanno "digitalizzando" l'egemonia del dollaro per renderla immune ai tentativi di “ribaltamento del tavolo” della rivoluzione da parte dei globalisti.

Chi aspetta il crollo completo del dollaro anziché la sua trasformazione, non ha capito che gli USA sono il cuore del processo rivoluzionario. Il dollaro, probabilmente, non morirà, ma verrà assorbito nell'architettura del nuovo sistema.

Spieghiamo, in questa chiave, le mosse dell'amministrazione americana per vietare i CBDC.

Si tratta solo della superficie legislativa e politica: l'amministrazione Trump ha effettivamente emanato l'Executive Order del 23 gennaio 2025 ("Strengthening American Leadership in Digital Financial Technology") che vieta esplicitamente lo sviluppo, l'emissione e l'uso di un CBDC (dollaro digitale emesso direttamente dalla Fed), citando rischi per la privacy e la sovranità. È stato poi seguito dall'Anti-CBDC Surveillance State Act.

Tuttavia, se osserviamo attentamente, scopriamo che i Patrioti hanno semplicemente cambiato il "guscio" tecnico dello strumento, mantenendo intatta la sostanza del controllo, non però nei confronti della popolazione, ma del nemico globalista e dei flussi finanziari mondiali.

Il divieto dei CBDC non è un ritorno al dollaro cartaceo, ma il via libera al sistema delle stablecoin regolamentate. Con il GENIUS Act (luglio 2025), i Patrioti hanno creato una struttura dove gli emittenti privati (Circle, Tether, ecc.) diventano, di fatto, i bracci operativi del Tesoro.

Invece dei CBDC statali (che la massa percepirebbe come "Grande Fratello"), abbiamo stablecoin "private" che però devono essere garantiti al 100% da titoli del Tesoro USA e possedere la capacità tecnica di congelare, sequestrare o distruggere i fondi su ordine legale.

È, a tutti gli effetti, una moneta digitale travestita da libero mercato: la stessa capacità di controllo, ma con un'estetica accettabile per la popolazione cosciente e vigile.

Sostenendo le stablecoin e vietando i CBDC, gli USA stanno facendo sì che il dollaro non sia più solo una valuta, ma il protocollo di ogni transazione digitale globale.

Militarmente, è una mossa necessaria e geniale: i Patrioti non devono difendere un "prodotto statale", ma controllano l'infrastruttura su cui tutti scambiano valore.

Le élite mondiali lavoravano per un CBDC americano come forma di controllo sulla popolazione; invece, si trovano di fronte a una proliferazione di stablecoin "decentralizzate", che però riportano tutto il valore nel debito americano.

I Patrioti non rivelano le mosse: hanno urlato "No ai CBDC" per poter installare silenziosamente un sistema di controllo monetario ancora più pervasivo e tecnologicamente avanzato, anche se orientato non a opprimere, ma a difendere la libertà della popolazione.

Il bando dei CBDC è una necessità tattica per preservare la fiducia popolare mentre si prepara il nuovo sistema. Il GENIUS Act (luglio 2025) potrebbe essere servito a creare il dollaro-protocollo: stablecoin private, ma regolamentate come se fossero titoli di stato.

Questa è la massimizzazione della libertà: l'individuo percepisce di usare una moneta "privata" e libera dal controllo diretto della Fed, mentre tecnicamente il sistema è garantito dalla stabilità del Tesoro e gestito da algoritmi che impediscono il parassitismo finanziario delle vecchie élite.

Il nuovo sistema non viene annunciato da un megafono, viene installato come un aggiornamento silenzioso del firmware della civiltà.