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Riguardo Minds+...

Da quando FB e Twitter hanno deciso di bannare definitivamente Trump, mi sono cancellato da Twitter e ho ridotto all’osso l’uso di FB (avrò fatto si è no 3 post fino ad ora)... e le ho provate tutte. MeWe, Parler, Gab, anche altre cose più mainstream come Clubhouse e Twitch... e infine Minds. E sapete quale è il problema? Che purtroppo, per una serie di scelte più o meno sbagliate, ancora non c’è un’alternativa vera. Parliamoci chiaro, di esperimenti simili in passato ce ne sono stati tanti, tutti naufragati. Perché il successo di una piattaforma non la fa l’interfaccia o la sua efficienza, ma il fatto che al social si iscriva e lo usi anche la casalinga della porta accanto. Cosa che non solo ancora non avviene ma non avverrà MAI. Da una parte ci sono social che nascono per essere di nicchia. GAB è usatissimo ma solo in America perché nasce da una frattura politica... ed è popolato solo da repubblicani in varie salse. Il che ha un senso visto che parliamo di un intero continente, ma l’utente italiano ha poco appeal li perché non saprebbe a chi comunicare. Altre piattaforme per accedere alle loro funzioni migliori hanno bisogno di piani a pagamento: vedi MeWe ed ora pure MINDS. Non ho mai pensato di arricchirmi con Minds, le mie riserve di valore sono altre: ma cosa pensate che farà l’utente medio quando vedrà che è necessario un account a pagamento per accedere alle sue funzioni principali migliori? La gente si è abituata a non pagare per questo tipo di servizi. Certo, in FB il prodotto è l’utente... Twitch è di Amazon... ma il punto principale è questo. Finché le piattaforme alternative (che io continuerò a usare) adotteranno scelte commerciali sbagliate, saranno sempre DESERTE, quindi inutilizzabili ai fini di una divulgazione di contenuti che sia efficace anche nella vita reale. Quindi che dire, che il valore di un Minds cali mi frega poco ma mi dispiace perché ad ora credo che questa piattaforma non abbia i presupposti per decollare (e mi sembrava attualmente la migliore). E purtroppo, ad ora, per divulgare un video di denuncia di un parco naturale pieno di immondizia nella mia città, sarò ancora obbligato a farlo su Facebook, YouTube e via dicendo. Sempre nella speranza che non mi chiudano un account che, oltre che per la “politica”, utilizzo anche per gestire pagine aziendali.

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