Il 4 agosto scorso abbiamo diligentemente preso nota di un tweet di “Il Donaldo Trumpo”, l’ormai noto account satirico di Donald Trump, che diceva: "Quando lasci che Tucker [Carlson], Candace [Owens] e quel ragazzo di [Nick] Fuentes si combattano tra loro su chi è il vero MAGA, sapendo che nessuno di loro lo è, e poi lasci che si accusino a vicenda di essere agenti dell'intelligence, sapendo che lo sono tutti, solo perché ti piace un bel combattimento..."
Come tutti gli Anon, siamo coscienti del problema degli infiltrati nel movimento dei Patrioti, tanto da avergli dedicato un articolo qualche anno fa (“Controinformazione e infiltrati”) e da aver commentato con un lungo post su Telegram, intitolato “Il problema degli infiltrati”, il tweet sopra citato, che, per esperienza e istinto, abbiamo preso molto sul serio. Ma, come abbiamo già detto, non sempre quello che va preso sul serio deve essere anche preso alla lettera. Ogni comunicazione, in certi ambiti, può contenere verità e/o disinformazione strategica. Le tre persone citate possono essere tutte e tre infiltrate, lo possono essere solo una o due di esse o possono essere tutti Patrioti, ognuno con un ruolo da giocare. Certo è che, visto il post di cui sopra, proprio nei loro confronti siamo obbligati a tenere alta la guardia.
Coerentemente con la nostra impostazione, abbiamo continuato ad avvalerci dei contributi di Tucker Carlson (il cui padre, lo ricordiamo, lavorava per la CIA) e Candace Owens per il nostro lavoro di supporto ai Patrioti (non seguiamo Nick Fuentes, né troviamo motivi validi per cominciare a seguirlo): sappiamo infatti che, comunque, ogni infiltrato di alto profilo ha bisogno di costruirsi una buona base di credibilità, svolgendo del lavoro utile per la parte che si prepara poi a danneggiare, facendo leva proprio sul buon lavoro svolto. A nostro modo di vedere, utilizzare il contributo positivo di un infiltrato, scartando quello negativo, massimizza il danno per il nemico e il beneficio per i Patrioti. Abbiamo perciò atteso l'eventuale manifestarsi del tradimento e abbiamo vagliato i diversi indizi in tal senso. Dapprima alcuni post deliranti di Candace Owens, in cui la giornalista ha insinuato che l’amministrazione Trump potrebbe aver ucciso Charlie Kirk e che Elon Musk sia (letteralmente) una specie di rettiliano non umano; poi la “strana” intervista di Tucker Carlson a Nick Fuentes. Quest’ultimo sembra essere l’infiltrato più evidente, noto per qualche suo “lapsus” filo-hitleriano che è assolutamente incompatibile con le posizioni dei Patrioti (vi rimandiamo a quanto ha scritto Q sul nazismo), ma che rinforza le accuse di “nazismo” che vengono mosse ai Patrioti dall'ala sinistra dei Democratici, la parte politica che esprime nei fatti proprio certe pulsioni e certe posizioni (vi invitiamo a leggere, su questo argomento, il nostro articolo “Il neonazismo dei Democratici americani”).
Premettiamo che Tucker Carlson ha lavorato talmente bene nel sostenere i Patrioti, dando un valido aiuto all'elezione di Trump, da essere diventato uno dei volti più riconosciuti, più seguiti e più rappresentativi del movimento MAGA: ha quindi un “capitale” di credibilità che qualsiasi infiltrato di alto profilo invidierebbe.
Ebbene, durante l’intervista, Tucker Carlson ha lasciato campo libero a Nick Fuentes, lasciandogli fare affermazioni gravi senza controbatterlo (e quindi dimostrando un tacito accordo), utilizzando un meccanismo comunicativo subdolo che, facendo leva sulla fama del giornalista, è potenzialmente lesivo per l’immagine del movimento dei Patrioti nel suo insieme. Citiamo da Grok: “Carlson non ha contestato né interrotto Fuentes su temi come l'odio verso gli ebrei, la pedofilia (Fuentes ha fatto commenti controversi su bambini "più attraenti degli adulti") o il sostegno a regimi autoritari. Anzi, ha riso ad alcune battute e ha condiviso critiche alla politica estera israeliana, definendo i cristiani pro-Israele come "fanatici".”
In questo modo, Tucker Carlson sembra aver cercato di colpire gli sforzi dei Patrioti di combattere il sionismo, dando forza al falso e classico paradigma propagandistico, secondo il quale antisionista = antisemita = nazista, un mantra caro ai sionisti di ogni tempo, con il quale hanno da sempre avuto la strada spianata per commettere ogni genere di crimine, ivi compreso il genocidio a Gaza.
Per l’appunto, i sionisti d’America si sono affrettati a scatenare un polverone, per massimizzare il guadagno che poteva venire dall’intervista a Fuentes. Chi si è schierato in prima linea in difesa di Tucker Carlson? Se avete pensato a Candace Owens, avete indovinato: anche questo fatto rinforza i sospetti, che comunque rimangono sospetti, non certezze.
Nel nostro articolo su “Controinformazione e infiltrati” abbiamo scritto: “Esiste poi la categoria particolare di coloro che tentano di spostare il movimento su posizioni nazi-fasciste (contraddicendo in maniera marchiana le posizioni di Q), per stravolgerne il messaggio, confinarlo nell'isolamento politico, diminuirne l'impatto e arrestarne la crescita.”
La guerra dell’informazione è anche questo, ma noi Anon siamo stati preparati a tutto.