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Gli interventi per rafforzare l’esercito e le manovre economiche dell’amministrazione Trump hanno come scopo principale difendere l’attuazione del piano militare. Secondo Q, “se cade l’America, cade il mondo”...LA PRESIDENZA TRUMP, Q E "IL GRANDE RISVEGLIO". UN'INTRODUZIONE ECONOMICO-POLITICA CONTRO LA CENSURA. PARTE SESTA

KallyfugoFeb 6, 2020, 11:02:25 AM
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La difesa della rivoluzione

La ristrutturazione dell’esercito

Gli interventi per rafforzare l’esercito e le manovre economiche dell’amministrazione Trump hanno come scopo principale difendere l’attuazione del piano militare. Secondo Q, “se cade l’America, cade il mondo” (Q#1350, Q#2039).

La fine dell’amministrazione Obama vedeva l’esercito fortemente indebolito [52]: dalla vendita dei segreti militari, ai grossi problemi dei due aerei di punta dell’aviazione, il costosissimo F-22 Raptor e la sua versione economica a grande diffusione, l’F-35; dalle modernissime navi speronate in pieno oceano mentre erano in avaria provocata da congegni di stati avversari (Russia e Cina) che, a distanza, ne avevano completamente distrutto l’elettronica all’abbandono dello Space Shuttle senza programmi sostitutivi e, con esso, la perdita scontata, nel lungo periodo, della supremazia nello spazio. In cima a tutto questo, acciai di bassa qualità [53], componenti elettronici fabbricati all’estero e, secondo Q, in grado di provocare incidenti aerei a comando, regole di ingaggio fortemente penalizzanti, chiusura di impianti produttivi strategici, condizione socialmente disastrosa degli ex-combattenti (che negli USA si suicidano a un ritmo medio di 20 al giorno), che contribuiva a fiaccare il morale dei militari, rendendone cupe le prospettive una volta fuori dall’esercito. Inoltre, durante l’amministrazione Obama si è avuto il passaggio del controllo di internet dalle mani del governo americano ad una società non-profit privata con base in California.

L’amministrazione Trump ha completamente ribaltato le politiche di Obama sulle forze armate, con aumenti del budget (700 miliardi di dollari per il 2017, 716 per il 2018 e 750 previsti per il 2019), varo della Space Force come sesta forza armata [54] e di nuovi programmi della NASA per mantenere la supremazia nello spazio, bonifica di tutti gli aeromobili civili e militari dai componenti elettronici potenzialmente pericolosi, più potere ai generali sul campo, rilancio dell’industria siderurgica e militare, numerose iniziative in favore degli ex combattenti (snellimento delle pratiche burocratiche per risarcimenti e vitalizi, miglioramento dell’assistenza sanitaria, programmi specifici per la cura della salute mentale e per l’occupazione).

Nell’ottica della lotta tra la fazione nazionalista e la grande finanza internazionale, l’esercito USA ha una funzione di dissuasione (e spesso, come abbiamo visto, di intervento) contro la tentazione, per la Cabala, di intraprendere avventure militari attraverso stati controllati.

La Trump Economy

La politica economica di Trump si basa innanzi tutto sulla manipolazione dei dati, nel solco delle precedenti amministrazioni e soprattutto dell’amministrazione Obama, che si è trovata a gestire il post-crisi del 2008. Nel caso di Trump, la manipolazione viene spinta al massimo grado, per ovvie ragioni di opportunità politica: vengono falsificati soprattutto i dati sul PIL e sulla disoccupazione, mentre il debito, sia pubblico che privato, esplode, nell’estremo tentativo di evitare il crollo dei già deboli consumi (le catene di negozi al dettaglio stanno fallendo a ritmi da record, solo in parte a causa del commercio online).

La politica economica dell’amministrazione Trump, non diversamente da quelle che l’hanno preceduta, si basa quindi anche sul vertiginoso aumento del debito pubblico (a fine aprile 2019, ad esempio, è stato varato un piano da 2 trilioni di dollari per rimodernare le infrastrutture: strade, ferrovie, aeroporti, ecc.), questa volta però con la certezza che, alla fine, verrà provocata una sorta di bancarotta con tanto di reset globale e il debito non verrà mai pagato.

A dicembre del 2018 c’è stata la svolta nella lotta per il controllo del truccatissimo mercato azionario, importante soprattutto in ottica propagandistica: nell’attuale circo dell’informazione americana (e, di rimbalzo, mondiale), il rialzo dell’indice azionario viene automaticamente correlato ad un’economia in salute. Fino allo scorso dicembre le sorti dell’andamento di Wall Street erano nelle mani della Cabala, che stava facendo crollare la borsa come risposta agli attacchi diretti di Trump alla FED, il suo asset più prezioso. Per l’occasione, si è scomodato anche David Rothschild, con un tweet al veleno nei confronti del presidente americano, che dimostra come il personaggio in questione avesse letteralmente perso le staffe. Gli interventi diretti di alti esponenti della Cabala sono piuttosto rari, perché di solito lasciano fare questo lavoro ai loro lacchè. Il segnale decisivo è arrivato il 25 dicembre 2018: il consiglio di Trump “buy the dip” (comprate ora che i prezzi sono bassi), riferito al mercato azionario, sanciva il passaggio del controllo della borsa nelle mani dei militari. Da allora, l’indice Dow Jones è salito da circa 21.000 punti a circa 25-26.000.


Sopra, il tweet del 25 dicembre di David Rothschild diretto a Trump. Esso recita: “Chiudi quella cazzo di bocca. Seriamente: ogni volta che il Presidente Trump parla della FED, il mercato crolla. Ha bisogno che il mercato si stabilizzi per salvare ciò che resta della sua presidenza: è così fottutamente stupido che non riesce nemmeno a chiudere quella cazzo di bocca e a non fare nulla?


Un secondo tweet, immediatamente successivo al primo, mostra il timore di David Rothschild rispetto all'eventuale introduzione del gold standard.

Allo stesso modo, i militari stanno ora controllando le politiche della FED. Dopo aver nominato Jerome Powell alla direzione delle Federal Reserve a febbraio del 2018, le dichiarazioni di Trump lasciavano intendere la necessità di un cambiamento negli indirizzi sul tasso di sconto. L’intenzione del deep state, come svelato da Q in Q#2575, era infatti quella di aumentare continuamente i tassi, con ritmi accelerati a partire da marzo 2019 e con l’intenzione di anticipare il crollo dell’economia per far perdere a Trump le elezioni del 2020. Le ultime riunioni della FED indicano un’inversione di rotta e uno stand-by sull’incremento dei tassi .

Al momento (1 maggio 2019), la situazione del Board della FED è la seguente: su 5 membri, 3 sono stati nominati da Trump (nell’ambito dell’epidemia di dimissioni sospette); in più, ci sono due seggi vacanti, per i quali il presidente americano ha presentato altrettante nomine (per la cronaca, si tratta di individui favorevoli al gold standard), che dovranno essere confermate dal Senato. È chiaro che il controllo della FED non passa solo per il controllo del Board nominato da presidente, visto che si tratta di un’istituzione privata che ha sì particolari accordi con il governo americano, ma che gode, per certi versi, di diritti di extraterritorialità. Evidentemente, oltre alle nomine suddette, sono state portate a compimento, da parte dei militari, altre azioni coercitive, ad oggi non note.

Per quanto riguarda l’”economia reale”, la strategia dell’amministrazione americana è quella di affrontare la crisi economica già iniziata (si vedano, ad esempio, i dati del mercato immobiliare mondiale e di quello dell’auto, il Baltic Dry Index o i dati sul commercio mondiale) minimizzandone l’impatto sulla popolazione. Il previsto abbandono del dollaro come moneta mondiale implica la necessità dell’indipendenza energetica (ad oggi già raggiunta: gli USA sono i maggiori produttori al mondo sia di petrolio che di gas naturale e sono esportatori netti di energia; nel 2025 la produzione di petrolio raggiungerà quella combinata di Russa e Arabia Saudita) e il riequilibrio della bilancia commerciale: gli accordi bilaterali con i livellamenti tariffari, uniti all’imponente deregulation per attirare imprese dall’estero e ridare fiato alla piccola e media impresa, dovrebbero portare ad un rilancio della produzione agricola e manifatturiera, o quanto meno a una sua tenuta nell’ambito della crisi mondiale.

Un’altra strategia fondamentale per l’attuale amministrazione prevede un ingente rientro di risorse prima utilizzate per mantenere l’impalcatura del deep state in tutto il pianeta: parliamo dei già citati: ridimensionamento delle spese NATO a svantaggio dei paesi europei, ritiro dall’Iran Nuclear Deal, disimpegno dalle varie guerre per il controllo del Medio Oriente, fine della protezione militare gratuita per i paesi del Golfo Persico, fine degli squilibri tariffari (vedi sopra).

Nei piani economici c’è anche il riacquisto da parte di imprese americane di asset strategici come il porto di Long Beach (il secondo del paese come infrastrutture automatizzate per il carico e lo scarico di container), ceduto ad investitori cinesi durante l’amministrazione Obama.

Sul fronte delle politiche populiste, è evidente soprattutto l’azione nei confronti del sistema sanitario, con un’azione mirata all’eliminazione dell’Obamacare , che si è stato solo in parte uno strumento per coprire le fasce della popolazione a reddito più basso escluse dall’assistenza (ci sono ancora 28-30 milioni di americani senza copertura sanitaria), ma si è rivelato soprattutto un gigantesco regalo alle compagnie assicurative, con i premi che sono lievitati in maniera impressionante, talvolta raddoppiando nel giro di un anno o due. Si punta a creare un meccanismo che abbatta i costi sia per le imprese che per i singoli cittadini, mantenendo la più ampia copertura possibile. L’amministrazione americana ha inoltre esercitato una forte pressione sulle case farmaceutiche perché abbassassero il prezzo dei farmaci e sulla FDA perché approvasse un gran numero di farmaci generici a basso costo. Altra iniziativa populista degna di rilievo è il corposo taglio della tasse, che ha favorito soprattutto una middle class sulla via della proletarizzazione.

La crisi già iniziata dovrebbe vedere quindi gli USA in una posizione di vantaggio rispetto all’Unione Europea: nella UE non c’è praticamente più margine per tagliare il tasso di sconto a sostegno del credito (negli USA è al 2,5%, mentre quello della BCE è allo 0%; quasi certamente i tassi americani verranno presto tagliati per dare slancio all’economia in vista delle presidenziali del 2020 e favorire la rielezione di Trump) e sono accese le micce della Brexit e dei gilet jaunes. La crisi, secondo molti commentatori, dovrebbe essere utilizzata dal fonte anti-Cabala per puntare il dito sulle banche centrali e farle definitivamente saltare.

Il fronte interno

Il deep state ha la necessità assoluta di rimuovere con ogni mezzo il pericolo mortale rappresentato, ai loro occhi, da Donald Trump, e l’attuale dibattito politico in America ruota attorno a questa lotta per la sopravvivenza, per cui si può tranquillamente affermare che è in corso una guerra civile non dichiarata, contenuta nelle forme attuali a bassa intensità dalla strategia dei militari, che vorrebbero sbarazzarsi del nemico nell’apparenza dell’assoluta legalità.

Per questo motivo, l’ormai scontato fallimento dell’inchiesta Mueller ha dato il la ad una serie di inchieste parlamentari a 360 gradi sulle attività passate e presenti del presidente e dei suoi familiari, nel tentativo di trovare qualche irregolarità che possa essere usata come arma di ricatto nei suoi confronti. Nell’ambito della politica americana, l’utilizzo di indagini per cercare crimini anziché per perseguirli è un richiamo diretto ai metodi del maccartismo; ciò nonostante, il Partito Democratico non ha avuto altra scelta che imboccare questa strada. Da parte loro i militari hanno dichiarato, tramite Q, di voler colpire duro, dal punto di vista giudiziario, dopo che il nemico avrà sparato tutte le sue cartucce e sono quindi in una posizione di attesa, durante la quale stanno completando le operazioni di accerchiamento.

Il Partito Democratico sta tentando portare lo scontro nelle strade, sia tramite i suoi gruppi paramilitari, gli Antifa, sia provocando una sollevazione popolare nelle aree urbane a maggioranza democratica. Per ottenere quest’ultimo scopo, oltre a continuare una campagna stampa diffamatoria nei confronti di Trump che prosegue da molto prima delle elezioni presidenziali e che, come effetto collaterale, ha fatto perdere ulteriore credibilità e seguito ai già boccheggianti mezzi di comunicazione tradizionali, si basano sulle solite false flags: episodi a sfondo razziale inscenati ad arte ed attribuiti a sostenitori di Trump (clamorosi sono stati i recenti episodi dell’assalto al noto rapper nero e omosessuale Jussie Smollett e dei gesti attribuiti ai ragazzi del liceo cattolico di Covington: ambedue i casi si sono rivelati dei falsi palesi).

Dato che la vera lotta avviene sotto traccia, agli occhi di un osservatore ignaro la politica americana attuale appare come un assoluto manicomio. Per quanto concerne ciò che rimane del dibattito parlamentare vero e proprio, negli ultimi mesi il centro delle discussioni è stato occupato dalla questione della costruzione di più di 1000 chilometri di muro al confine con il Messico. Il muro rientra tra le promesse elettorali di Trump e verrà comunque costruito, il dibattito in corso non è che una trappola politica per esporre la vera natura del Partito Democratico e di molti esponenti del Partito Repubblicano legati al deep state. Anche qui, si tratta di una questione di vita o di morte: attraverso il confine meridionale penetrano, oltre a milioni di immigrati illegali che costituiscono, come abbiamo visto, un bacino elettorale imprescindibile per i democratici, il 90% degli stupefacenti che giungono sul mercato americano, migliaia di donne e bambini che sono merce nelle mani dei trafficanti di esseri umani [55] (i cosiddetti coyotes: pare che il prezzo attuale di un bambino si aggiri sui 125.000 dollari) e i guerriglieri-terroristi dell’MS-13, una vasta gang diffusa in oltre 40 stati dell’Unione, che conta migliaia di membri, originari prevalentemente di El Salvador, che terrorizza la popolazione con stupri ed omicidi effettuati con l’uso del coltello (il motto dell’MS-13 è “uccidi, stupra, controlla”) e che rappresenta un vero e proprio esercito irregolare agli ordini del deep state (si vedano, ad esempio, Q#5, Q#6, Q#85, Q#91, Q#121, Q#484, Q#2395).

Come detto, la richiesta di finanziamenti per il muro da parte di Trump alla Camera, che ha portato ad un braccio di ferro culminato con la chiusura parziale del governo per circa un mese, e la stessa dichiarazione di emergenza nazionale riguardo al confine meridionale per ottenere diversi miliardi di dollari, non sono che trappole politiche, che danno anche l’idea del livello di penetrazione dei capitali provenienti dal narcotraffico e dal traffico di esseri umani nel corpo della politica americana: è palese che un muro creerebbe notevoli difficoltà ai rifornimenti.

In realtà, la presidenza già dispone dei soldi per costruire più di metà del muro (che infatti è in costruzione) e non avrà difficoltà a completarlo con i fondi del budget militare, senza dover chiedere nulla alla Camera e a prescindere dall’emergenza nazionale: è infatti, a norma di legge, prerogativa dell’esercito la costruzione di barriere difensive per mezzo del genio militare e Trump è il comandante in capo delle forze armate.

La necessità di contrastare il presidente su ogni terreno ha consentito a Trump di occupare posizioni centriste, facendo proprie le politiche che in America sono definite di common sense, cioè di buon senso, spingendo i democratici su posizioni estreme per quanto riguarda il dibattito politico tradizionale: scarsi controlli ai confini, estensione del diritto all’aborto fino a qualche ora dopo la nascita del bambino (!) e la novità del Green New Deal: eliminazione di tutti i combustibili fossili, di gran parte delle automobili e di tutti i voli aerei, ricostruzione di tutte le abitazioni ed eliminazione di tutti i bovini a causa delle emissioni di CO2 legate alla flatulenza (!). Emblematica è l’ascesa del nuovo astro, la ventinovenne Alexandria Ocasio-Cortez, neoeletta alla Camera nella circoscrizione di New York, portatrice di posizioni politiche talmente asinine e autrice di dichiarazioni talmente maldestre da far sospettare che possa trattarsi di un’infiltrata.

La lotta in atto sul diritto all’aborto è giunta a livelli tali che alcune contee progressiste sono arrivate a vietare i viaggi dei privati cittadini verso gli stati (come Alabama e Georgia) che hanno approvato leggi restrittive in materia di aborto [56].

Un altro aspetto peculiare della politica americana è quello legato alla lotta sul Secondo Emendamento della costituzione, quello che consente ai cittadini americani di possedere e portare armi da fuoco. I Padri Fondatori dotarono i cittadini dei neonati USA di questo diritto espressamente perché potessero sbarazzarsi del governo una volta che questo fosse diventato tirannico. Questo concetto è ben radicato nella popolazione americana, soprattutto nelle vecchie generazioni. È chiaro che, in quest’ottica, il Secondo Emendamento rappresenta un incubo per il deep state.

È emerso (vedi Q#782) che, a partire dal 1991, il governo americano ha segretamente favorito la l’utilizzo illegale di armi di fuoco per creare un movimento d’opinione contro la loro diffusione tra la popolazione. È anche abbastanza chiaro che molti degli eccidi di massa che avvengono frequentemente in America non sono che false flags organizzate anche e soprattutto per colpire il Secondo Emendamento [57]. Gli attuali schieramenti vedono la presidenza e il Partito Repubblicano in difesa del Secondo Emendamento e il Partito Democratico per la sua abolizione.

Un ulteriore fronte caldo è quello dei campus universitari, da sempre baluardo del Partito Democratico e ultimamente su posizioni sempre più radicali, con censure aperte e dirette verso gli studenti conservatori. Sulle università è stato recentemente scagliato un doppio attacco: da un lato è emerso la scandalo della corruzione legata all’ingresso dei figli dei personaggi più ricchi e in vista dietro pagamento di laute tangenti (con un notevole danno di immagine per molti prestigiosi atenei americani e il solito codazzo di cause civili potenzialmente rovinose), dall’altro Trump ha firmato un Ordine Esecutivo che taglia i lauti fondi federali alle università che non dovessero rispettare il Primo Emendamento, quello sulla libertà di parola (che attualmente non viene rispettato: in alcuni campus sono addirittura stati istituiti dei piccoli spazi del free speech, i soli in cui sia possibile esprimere liberamente la propria opinione).

La guerra dell’informazione

Fondamentale in ogni operazione militare è il nodo del controllo dell’informazione. Abbiamo già visto come i militari abbiano parzialmente risolto il problema creando quasi ex nihilo una corazzata mediatica dalla portata internazionale. Per raggiungere in estensione e profondità il pubblico americano, e non solo, hanno però bisogno di raggiungere, almeno in parte, i mainsteram media. Al momento delle elezioni, il computo dei giornali era di 241 a 19 in favore della Clinton, con tutte le maggiori reti televisive (CNN, MSNBC, ABC, CBS, NBC) su posizioni nettamente anti Trump, ad eccezione di Fox News, che in parte si faceva portatrice del punto di vista del futuro presidente. Gli schieramenti attuali non sono cambiati e le posizioni si sono ulteriormente radicalizzate; il drappello di giornalisti fedeli a Trump in Fox News si è ben delineato (Sean Hannity, Sara Carter, Tucker Carlson, John Solomon, Laura Ingraham, Jeanine Pirro, Jesse Watters, Maria Bartiromo, Dan Bongino su tutti: alcuni di essi, se non tutti, fanno sicuramente parte del Piano) e, al momento, è sotto attacco.

Per quanto riguarda i social media, è attualmente in corso una controffensiva dei militari sul piano giudiziario, principalmente attraverso il membro della Camera Devin Nunes, con cause civili per le censure verso i conservatori che potrebbero potenzialmente costare miliardi di dollari a Twitter e agli altri colossi del settore. Altri piccoli bastioni nelle mani dei militari sono la piattaforma di news su internet Breitbart e la rete televisiva OANN.

L’8 maggio 2019, la rete televisiva Court TV, che si occupa di seguire i processi di maggior rilievo, riprende le trasmissioni dopo 11 anni. È molto probabile che la mossa faccia parte del piano per aggirare la censura della stampa nei confronti dei futuri processi ai membri del deep state.

Per sottrarsi dal ricatto dei mainstream media (6 corporation controllano circa il 90% dell’informazione) e dalle conseguenze di eventuali black-out di internet architettati ad arte, l’amministrazione Trump ha attivato (ottobre 2018) un sistema di allerta presidenziale via sms verso tutti i telefoni cellulari presenti negli USA e si terrebbe pronta a lanciare una piattaforma di news sia televisiva che online controllata direttamente dalla Casa Bianca.


Il tweet nell’immagine sopra, proveniente da un profilo che riporta tutti gli impegni pubblici del presidente americano, cita un articolo del codice che lascia presagire che molti giornalisti verranno coinvolti nelle inchieste sul tentativo di colpo di stato perpetrato attraverso l’ampia operazione di spionaggio culminata con l’inchiesta sulla collusione di Trump con la Russia.

Il braccio di ferro sul sistema elettorale

Il Partito Democratico, la cui azione nell’attuale contingenza politica si è trasformata in una vera lotta per la sopravvivenza, sta cercando di riconquistare il potere in occasione delle prossime elezioni grazie a profondi cambiamenti da attuare nel sistema elettorale americano, ma che francamente hanno pochissime probabilità di essere approvati. Abbiamo già detto di come l’immigrazione illegale giochi, nell’attuale sistema, in favore dei democratici, per cui la limitazione dei flussi migratori clandestini da parte dell’amministrazione Trump viene vista come una pesantissima minaccia alle ambizioni di vittoria della sinistra parlamentare americana.

Quindi, da parte democratica, in chiave elettorale abbiamo le seguenti posizioni: contrarietà ad ogni limitazione dei flussi migratori, abolizione del Collegio Elettorale (il meccanismo costituzionale che permette agli stati piccoli o con bassa popolazione di avere un peso elettorale importante: senza di esso, vincerebbe le presidenziali chi ha più voti complessivi, quindi sarebbe sufficiente concentrarsi sugli stati popolosi e sulle aree urbane per vincere: un vantaggio per i democratici), riduzione dell’età del voto da 18 a 16 anni (l’elettorato più giovane tende più facilmente a votare per i democratici), diritto di voto per i carcerati (che negli USA sono oltre 2 milioni e che, in gran parte, tendono verso il partito democratico), promulgazione di leggi statali per escludere Trump dalle elezioni presidenziali (con il pretesto che si rifiuta di rendere pubblica la propria dichiarazione dei redditi, cosa che legalmente non è tenuto a fare), esclusione del quesito sulla cittadinanza dal censimento del 2020 (in modo che gli illegali possano pesare sulla ridistribuzione dei singoli collegi elettorali, favorendo i democratici), inserimento della città-santuario per gli immigrati illegali negli stati a maggioranza repubblicana.

Da parte loro, i militari hanno piani completamente opposti e la forza per farli approvare. Di qui le azioni dell’amministrazione Trump, quali: il controllo dell’immigrazione clandestina, la probabile legge sul controllo dell’identità ai seggi elettorali, la difesa del Collegio Elettorale e delle norme costituzionali (che vietano, ad esempio, leggi statali per escludere un candidato dalle elezioni presidenziali), l’inserimento del quesito sulla cittadinanza nel censimento del 2020 (che ha già incassato il parere favorevole dei giudici conservatori della Corte Suprema), l’opposizione assoluta a qualsiasi proposta come la riduzione dell’età del voto e la possibilità di votare per chi è in carcere.

(continua)

(Testo del 9 marzo 2019 con integrazioni successive)


[52] Secondo Q (Q#2640), questo indebolimento fa parte di un piano di 16 anni per distruggere l’America, che è iniziato con la presidenza Obama, sarebbe dovuto proseguire con 8 anni di presidenza di Hillary Clinton per terminare con una guerra mondiale che avrebbe dovuto vedere gli USA sconfitti e sostituiti, nel ruolo di nazione leader del mondo, dalla Cina. Si può certo dire che sussistono abbasta elementi per sospettare che Obama agisse nell’interesse di stati stranieri. Il soprannome che lui stesso scelse per essere identificato dal servizio segreto è “Renegade”, cioè “rinnegato” (Q#3325).


[53] L’acquisto di acciaio scadente dalla Cina sarebbe stato approvato da John McCain in persona, dietro ordine di Obama (Q#855).

[54] Le altre cinque sono: esercito, marina, aviazione, marines e guardia costiera.

[55] https://www.zerohedge.com/news/2019-04-26/essence-evil-sex-children-has-become-big-business-america

[56] Secondo diverse fonti, dietro gli scontri sull’aborto si celerebbe una lotta per l’utilizzo medico e/o pseudomedico di tessuti e organi fetali.

[57] A questo scopo, la CIA si avvarrebbe dell’MK-Ultra, un programma per il controllo mentale iniziato negli anni ’50 e ufficialmente abbandonato negli anni ’70, ma in realtà portato a compimento (Q#771, Q#772, Q#773, Q#832, Q#2663). Questo prevedrebbe l’utilizzo di individui psicolabili (ad esempio, ex combattenti con gravi forme di disturbo post-traumatico da stress) che, sottoposti al giusto cocktail di farmaci e droghe (LSD) ed attivati da psicoterapeuti affiliati alla CIA, verrebbero indirizzati a commettere eccidi e/o suicidi. Di seguito il link ad un documentario della BBC sul programma MK-Ultrahttps://sputniknews.com/interviews/202005011079145357-director-of-bbc-documentary-reveals-how-cia-funded-human-experiments-led-to-psychological-torture/ . Importante testimonianza, con sottotitoli in italiano: https://youtu.be/wRsY9dAPdWk




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