explicitClick to confirm you are 18+

L’Unione Europea ha appena sparato l’ennesimo colpo contro la libertà di parola e stavolta lo scontro frontale con l’amministrazione Trump è uscito allo scoperto

www.theageofq.itDec 8, 2025, 2:58:50 PM
thumb_upthumb_downmore_vert

I globalisti, asserragliati nella loro roccaforte europea (UE più Regno Unito) – versione allargata e assai meno coesa della Germania del ’44 –, di fronte alla sconfitta ormai consumata in Ucraina (una resa che non verrà mai accettata volontariamente finché resterà almeno un ucraino vivo da mandare al macello, anche se i Patrioti potrebbero presto avere la forza negoziale per imporre la capitolazione), si preparano alla resistenza finale barricandosi nel continente. Per riuscirci, hanno bisogno di un sistema dittatoriale sul modello della Gran Bretagna di Starmer: un regime in cui il dissenso venga represso in modo draconiano e la popolazione sia tenuta soggiogata da ristrettezze economiche, stato di polizia, politiche di cancellazione sistematica dell’identità (religiosa, culturale, sessuale e così via) e dal terrorismo generato dall’ondata di criminalità derivante dall’importazione indiscriminata di migranti. Non tutti i migranti sono criminali, ovviamente, ma quelli che lo sono godono della protezione di un sistema giudiziario volutamente distorto e vengono quindi automaticamente incentivati a delinquere.

In questo quadro, i migranti rappresentano, per la convenienza economica che ne deriva loro (sussidi in denaro, alloggi gratuiti, assistenza sanitaria gratuita, istruzione gratuita), la base di consenso dei nuovi governi dittatoriali: l’immigrazione viene usata come arma e i migranti stessi sono ridotti a semplici pedine, mosse esclusivamente dai bisogni primari in cui sono stati strumentalmente precipitati.

In questo scenario di autodifesa estrema rientra anche la necessità di imporre la censura sui mezzi di comunicazione peer-to-peer, ovvero sui social network, dove le informazioni circolano ancora liberamente, mentre la stampa tradizionale è da tempo completamente asservita al potere globalista.

Da anni la burocrazia dell’UE prende di mira la persona e le attività di Elon Musk, colui che, con l’acquisto di Twitter/X, ha di fatto posto fine alla censura generalizzata. L’ultimo atto è stata la multa da 120 milioni di euro inflitta a Musk per non aver applicato le regole europee sulla censura: la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso, trasformandosi nel caso che ha portato allo scoperto la guerra totale nel campo dell’informazione – il principale teatro della “guerre di quinta generazione” in corso da anni tra Patrioti e globalisti su scala mondiale.

Ecco la cronologia dei colpi sparati dall’Europa contro Elon Musk:

→ Giugno 2023: l’UE verifica i sistemi di sicurezza di 𝕏 e segnala debolezze nella gestione dei “discorsi d’odio” e della “disinformazione”.

→ Ottobre 2023: l’UE invia una lettera di avvertimento accusando 𝕏 di aver diffuso disinformazione durante il conflitto Israele-Hamas.

→ Luglio 2024: l’UE offre a 𝕏 un accordo segreto illegale: se 𝕏 avesse censurato silenziosamente i cittadini senza informarli, l’UE non avrebbe inflitto multe.

→ Agosto 2024: l’UE tenta di impedire a Elon Musk di ospitare una diretta Spaces su 𝕏 con il presidente Donald Trump.

→ Gennaio 2025: l’UE intensifica le indagini su 𝕏 nei giorni precedenti l’insediamento di Trump.

→ Dicembre 2025: l’UE infligge a 𝕏 una multa di 120 milioni di euro per violazione delle norme UE sui contenuti ai sensi del Digital Services Act.

Dopo l’ultimo attacco, Musk non si è tirato indietro: ha contrattaccato paragonando apertamente la direzione dell’UE ai nazisti e chiedendo lo scioglimento dell’Unione Europea, davanti a 240 milioni di follower del suo profilo 𝕏.

L’amministrazione Trump, dal canto suo, non è rimasta a guardare. Sappiamo bene che, al di là delle apparenze, Trump e Musk agiscono in coordinazione seguendo una strategia comune nell’ambito di una grande rivoluzione mondiale.

Il Segretario di Stato Marco Rubio, capo della diplomazia americana, ha dichiarato: “Questo è un attacco al popolo americano da parte di un governo straniero. I giorni della censura online degli americani sono finiti!

Va infatti specificato che sia il Digital Services Act dell’UE sia l’Online Safety Act del Regno Unito, se pienamente implementati, finirebbero per censurare anche il pubblico americano: i globalisti stanno cercando di salvare il “polmone americano” del deep state, l’architrave dell’intero sistema.

Ancora più significativo: il 4 dicembre gli USA hanno pubblicato la nuova Strategia di Sicurezza Nazionale, che definisce l’Europa un continente in grave crisi a causa delle politiche di Bruxelles. Leggiamo dalle parole di Balàzs Orbán: “Secondo la strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti recentemente pubblicata, Bruxelles costituisce ora una minaccia per la civiltà europea. Il documento dedica un intero capitolo alla situazione dell’Europa. La conclusione centrale è che l’Europa sta affrontando una grave crisi e che le politiche di Bruxelles ne sono le principali responsabili. L’analisi afferma che la quota dell’Europa nel PIL mondiale è scesa dal 25% del 1990 al 14% di oggi, a causa di normative economiche dannose. ‘Ma questo declino economico è di gran lunga oscurato dalla minaccia ben più grave del decadimento della civiltà’, avverte il rapporto. In altre parole, gli strateghi americani sostengono che la vera crisi dell’Europa è di civiltà. Il futuro del continente è messo a repentaglio dalle politiche sbagliate di Bruxelles, dalle migrazioni di massa, dalle restrizioni alla libertà di parola, dalla soppressione antidemocratica delle forze politiche patriottiche, dal crollo dei tassi di natalità e dall’erosione dell’identità nazionale. Come avverte il documento: ‘Se le tendenze attuali continuano, il continente diventerà irriconoscibile entro vent’anni’. Secondo la strategia, l’Europa ha un futuro solo se ‘riacquista la fiducia in se stessa come civiltà’ e rompe con il modello normativo di Bruxelles, che sta soffocando l’economia europea. Il documento americano è esplicito: l’unica vera fonte di speranza oggi è l’ascesa dei partiti patriottici, e per questo motivo gli Stati Uniti sostengono quelle forze europee che ‘abbracciano apertamente il loro carattere nazionale e la loro storia’.

Sul piano legale, gli USA sono pronti a varare il Granite Act, una legge che consente ai cittadini statunitensi colpiti da multe UE o Regno Unito (come nel caso di Elon Musk) di fare causa nei tribunali americani, ottenendo risarcimenti dai miliardi che i paesi europei hanno investito nelle banche USA.

Intanto, il generale Flynn ha rilanciato con forza l’idea dell’uscita degli USA dalla NATO, che in tal caso rimarrebbe essenzialmente confinata all’UE. Secondo Flynn, i vertici dell’UE “Vogliono il globalismo. Vogliono il fascismo. Vogliono l’islamismo. Vogliono le frontiere aperte. Vogliono la censura. Hanno bisogno dei nostri soldi. Hanno bisogno del nostro esercito. Hanno bisogno di noi, noi non abbiamo bisogno di loro.

Siamo finalmente giunti alla resa dei conti anche in Europa. Il 17 novembre 2025 abbiamo scritto sul nostro sito: “In Europa si annidano alcuni dei peggiori esempi di governo globalista a livello mondiale: il Regno Unito di Starmer, la Francia di Macron e la Germania di Merz sono realtà politicamente ributtanti, tra pulsioni guerrafondaie, tendenze totalitarie e ideologie woke imposte attraverso l'oppressione. Le stesse istituzioni europee non sono che un distillato di questo marciume. Si allarga però il fronte antiglobalista all'interno del continente. Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, più alcuni paesi che, per motivi strategici, formalmente accettano le politiche globaliste, mentre sotto traccia le ostacolano. In più, un movimento e un sentimento anti-UE che cresce in ogni paese. I Patrioti hanno lavorato con sapienza e metodo, infiltrando e minando dall'interno le istituzioni europee, che non hanno nessuna speranza di sopravvivenza nella loro forma attuale, e i governi globalisti, anch'essi in prospettiva spacciati. A quando lo spintone definitivo? Non lo sappiamo. La rivoluzione richiede pazienza. Il premio finale è la libertà.

Tutti i Patrioti europei sono con gli USA di Trump. Le ultime mosse dell’UE sono la loro controffensiva delle Ardenne: una manovra disperata e destinata alla sconfitta. Ma stavolta non ci saranno i processi addomesticati, non ci sarà l’Operazione Paperclip, non ci saranno le “Rat Lines”: questa volta la partita con i nazisti verrà chiusa definitivamente.