Carissimo Direttore,
ti ringrazio per avermi conferito, ancora una volta, l'incarico di Docente di Anatomia Artistica per il corrente Anno Accademico,
ti ringrazio, ma purtroppo devo comunicarti che mi si impone di dovervi rinunciare per motivi politici.
Ho preso questa decisione dopo aver lungamente riflettuto sull'attuale situazione politica e sono arrivata alla conclusione di avere il dovere come docente di manifestare un segnale di forte dissenso.
La rinuncia a cui mi si obbliga mi causa dolore unito a una forte irritazione nei confronti di una classe politica dalla quale mi sento tradita come cittadina e nella quale non mi riconosco.
Non mi riconosco nel Presidente della Repubblica Italiana che con la sua firma ha convertito in Legge dello Stato l'obbligo del Green Pass (ultimo strumento governativo in ordine di tempo) che è strumento coercitivo, ipocrita, ridicolo per la sua pochezza istituzionale, inutile ai fini sanitari ma molto utile a discriminare i Cittadini e a tentare di far tacere le poche voci dissenzienti.
Non mi riconosco in questo Governo che tratta i suoi cittadini come Sudditi incapaci di capire, di decidere e di autodeterminarsi e che quindi decide di mettere in atto una strategia che non esito a definire come "la strategia del collare a strozzo" ( ormai vietata per l'addestramento dei cani di attacco e difesa, ma buona, a quanto pare, per gli esseri umani). In buona sostanza è un cappio messo intorno al collo di ogni bravo cittadino, da allentare prima, per poi stringere sempre di più, affinché questi obbedisca al volere della Casta Tecnico-Sanitaria che detiene il potere.
Non mi riconosco in questo Parlamento che non legifera perché si è auto-censurato e che non trova il coraggio civile e il coraggio morale di dire al proprio Re che "è nudo".
Ho sperato che almeno dalle Istituzioni Scolastiche, tutte, dalla Scuola materna alle Università, si levasse una sacrosanta opposizione a questa caotica e ipocrita gestione del Potere, ma le voci sono troppo poche e solitarie per poter incidere il ventre molle del tessuto sociale.
Per undici anni ho avuto il piacere di insegnare in Rufa, bellissima Accademia ricca di fermenti artistici e popolata da persone "belle" con le quali ho lavorato in modo produttivo nell'interesse degli alunni che mi sono stati affidati.
Ed è proprio a tutti gli alunni che ho seguito, ma anche a quelli che non conosco, che affido il mio pensiero e cioè di continuare a pensare con la propria testa, a sempre dubitare e di cercare nella passione per la Conoscenza e per la Cultura quelle risposte che non saranno mai definitive ma che costituiranno le "pietre miliari" a cui rivolgersi nei momenti più difficili della propria vita. Come è adesso.
Caro Direttore concludo salutandoti con profonda stima e con l'allegria dell'affetto.
Lia Palazzolo Roma 6 Ottobre 2021