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CONTRO IL GREEN PASS - LETTERE DAL MONDO DEI DOCENTI - LETTERA #5

www.qanon.itJan 8, 2023, 2:27:25 PM
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"Chiarissimo Professor Rizzuto,



mi rivolgo a Lei, nella sua qualità di Magnifico Rettore ma anche alla Chiarissima Professoressa Mapelli che a breve le succederà nell'incarico che Lei si appresta a portare a termine.

Ho appreso dai media su Internet che il Professor Andrea Camperio Ciani, ordinario presso il nostro amato Ateneo e che ci legge in copia, Le ha scritto ufficialmente palesando fermamente il suo rifiuto nei confronti del cosiddetto "Green Pass".

Ho letto la lettera che Le è stata inviata dal Professor Ciani e, personalmente, non posso che ringraziarlo per il coraggio che la sua scelta denota. Non so se rimarrà in servizio presso l'Ateneo Patavino (spero di sì) ma voglio testimoniare pubblicamente la mia gratitudine per l'esempio di amore per la libertà che il professor Ciani mi ha permesso di sperimentare in un momento che io ed altri riteniamo così buio per la Repubblica.

Magnifico Rettore, mi permetto rispettosamente di ricordare, a Lei e alla Chiarissima Professoressa Mapelli, che nel secolo scorso l'Università di Padova ha sperimentato l'infamia per ben due volte.

Che io sappia (e mi scuso in anticipo se sto per commettere un errore), nessun docente di questa nostra Università si è rifiutato di giurare fedeltà al Fascismo. Nessun docente di questa nostra Università si è poi speso in difesa del grande scienziato Bruno Rossi che, da ebreo, dovette lasciare il suo incarico nell'allora Istituto di Fisica, come conseguenza delle scellerate leggi razziali che il nostro Paese si era date.

Il giorno in cui Bruno Rossi lasciò il suo ufficio, come ci ricorda la figlia nelle sue memorie, nessun collega si presentò a salutarlo ma solo il portinaio in lacrime.

Amara ironia della sorte, anche Bruno Rossi aveva giurato fedeltà a quel Regime che lo identificò in seguito come un nemico, un parassita insalubre da eliminare. Un Regime che si sarebbe di sicuro impegnato con zelo per accoppare lui e la sua famiglia se non fossero riusciti a fuggire in America.

Il Regime di allora applicava leggi che nessun tribunale italiano avrebbe avuto il coraggio di contestare e che molti, ahimè, ritenevano "giuste e ragionevoli". È lo scenario che si sta concretizzando adesso e coloro che urlano di più per imporre provvedimenti illiberali sono semplicemente le stesse persone che all'inizio hanno preso sotto gamba il problema.

Possiamo trarre delle lezioni da tutto questo.

Nessuno è mai al sicuro dal Potere se il Potere, per qualsiasi motivo, lo prende a bersaglio. Molti di coloro che credevano di essere "in regola" hanno dovuto ricredersi quando il Leviatano ha mostrato il suo vero volto e li ha braccati a causa di un commento ritenuto improprio, di una critica detta a mezza voce pensando di non essere sentiti, di non essere scattati abbastanza velocemente quando gli era stato detto di farlo.

Già adesso si legge di infermieri e medici che aspettano il ricovero di un paziente "no-vax" per prendersi la soddisfazione di "sbagliare vena dieci volte". Se passasse questo orrido principio, cioè che i pazienti in ospedale possono essere seviziati perché sgraditi per qualche motivo al personale medico e infermieristico, allora nessuno sarebbe più al sicuro perché poi sarebbe la volta di un poveretto che da ricoverato si ritrova odiato per quei problemi di obesità che non ha mai avuto la voglia di affrontare, o perché non ha mai smesso di fumare o di bere e così via.

Si parla anche di "zone di contenimento" per i non vaccinati ma una volta erano gli ammalati a finire nei lazzaretti, non il contrario. Le chiamano oggi "zone di contenimento" perché "campi di prigionia" sarebbe troppo da nazisti: quale limite si ritiene di non poter superare? Quale è la linea sulla sabbia che non può essere attraversata?

Per quanto mi riguarda, considero il Green Pass ributtante e mi sono associato ad un ricorso collettivo per cercare di fermarlo.”